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venerdì 15 giugno 2007

Ancora sul 9 giugno...

All'assemblea del collettivo ieri siamo tornati a ragionare sulla manifestazione del 9. Non posso farci niente: adoro i ragazzi del collettivo. La discussione è stata veramente molto interessante. Siamo finiti a parlare del rapporto tra individui, autorganizzazione e strutture politiche. Penso che questo sia, in questo momento, il nocciolo della questione. Di chi è la colpa se le assemblee nazionali di movimento sono disertate dai non-militanti? Di chi è la colpa se le manifestazioni, pur raccogliendo discreti successi numerici, restano minoritarie? Come si esce da questa situazione? Possiamo parlare di colpa, o sarebbe meglio parlare di responsabilità?

Uno dei ragazzi al collettivo ha detto una cosa interessante riguardo alle strutture politiche e al loro atteggiamento: "Non ho bisogno di padri."

La mia opinione al riguardo, al momento, è ben definita. La politica, coi suoi simboli, i suoi metodi e la sua ritualità mutuata dalla religione, non permette nessuna via di uscita. Ma come individuare un'altra strada allora e non in via del tutto teorica?

Queste domande hanno bisogno di teste libere e disposte al pensiero.


sabato 9 giugno 2007

NO BUSH - NO WAR DAY

PER FARE LA GUERRA CI VUOLE IL FISICO...
...IO NON CI STO.

Il Collettivo resistenzaFISICA dell'università "La Sapienza" partecipa al corteo indossando magliette con questa scritta. Io con loro.